postheadericon Personale dedicata a Chris Bracey

Immagine: © Paul Hill - Fotolia - neon

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La mostra personale dedicata a Chris Bracey dal titolo Chris Bracey: I’ve Looked Up To Heaven And Been Down To Hell potrá essere visitata fino al 1 giugno presso la galleria Scream di Londra. Una mostra che raccoglie le installazioni e le opere più significative dell’artista che dalla luce ha creato il suo mondo immaginifico.

Estremamente comunicativa, di grande impatto visivo, accesa e viva, l’opera di Bracey affonda le mani in una cultura pop fatta di tatuaggi, di immagini iconiche, di figure al limite del kitsch che rivelano tutta la vivacità e la modernità dell’artista che le ha create. Sono 30 anni che Chris Bracey lavora affidando la sua creatività alle capacità espressive della luce e del neon in particolare, un talento che ha trovato spazio e ammirazione nei vari settori dell’industria.

Dalla moda al cinema, la creatività di Bracey ha potuto esprimersi in tutto il suo glamour, passando dalla collaborazione con Vivienne Westwood e quella con Stella McCartney, fino al cinema d’autore, lavorando a fianco di Stanley Kubrik per il suo Eyes Wide Shut. Ma le visioni di Bracey hanno accompagnato anche Tim Burton ne La fabbrica di cioccolato, oltre che la saga dei film dedicati all’eroe Batman.

Una versatilità che si concretizza in installazioni luminose realizzate grazie a luci recuperate per strada, o a vecchie insegne o ancora a materiale di scena non più utilizzato. Rivivono così in una forma nuova oggetti luminosi che si compongono e si scompongono assecondando la furia creatrice di Bracey che riesce a stupire in ogni installazione, abbagliando di meraviglia.

Per Bracey in fondo utilizzare i vecchi neon significa ridare loro la vita, perché un neon può dirsi vivo e felice, solo quando é acceso, sostiene l’artista.

postheadericon A Oberhausen l’ultima opera di Christo

Immagine: © ahornfoto - Fotolia - Il gasometro di Oberhausen

Immagine: © ahornfoto - Fotolia - Il gasometro di Oberhausen

Il vecchio gasometro tedesco di Oberhausen, nella regione della Ruhr, continua ad ispirare gli artisti: dopo Bill Viola, che nel 2003 vi ambientò la complessa installazione Five Angels for the Millenium, ora è la volta di Christo. L’artista naturalizzato statunitense, celebre per gli “impacchettamenti” cui sottopone monumenti, istituzioni e paesaggi naturali, aveva concepito nel 2010 insieme alla ormai defunta moglie Jeanne-Claude il Big Air Package, circa 219mila metri quadrati di tessuto in poliestere bianco semitrasparente gonfiati con aria compressa, in totale 180mila metri cubi di volume, tenuto insieme da 14 chilometri di funi.

Ora l’opera è realtà, e nonostante il peso complessivo del materiale riciclabile – 5 tonnellate – l’effetto di chi la visita è quello di fluttuare in una luce pura, bianca, sovrannaturale. La luce naturale viene infatti sfruttata dall’installazione per ottenere un tale effetto, e chi sta all’interno si trova come dentro una cattedrale alta 90 metri, in cui “nuotare” dentro i raggi del sole. Si tratta della scultura (sui generis) indoor più grande del mondo, ed è contenuta proprio nell’ex serbatoio del gas.

Il maestro della land art ha colpito ancora una volta, e mentre il suo progetto in Colorado per ricoprire di tessuto un tratto dell’Arkansas River non riesce a prendere forma per impedimenti burocratici di vario genere, in Germania Christo ha sempre trovato una nazione ricettiva verso il suo sguardo artistico. Dopo l’elaborazione cui sottopone gli edifici, questi ultimi assumono un’aura metafisica, e nel caso del gasometro, la qualità industriale della struttura di partenza assume un carattere etereo, in cui i concetti di luce, forma e spazio vengono trasfigurati in un’esperienza unica. Si può visitare l’ex gasometro rivisitato da Christo fino al 30 dicembre 2013.

postheadericon Illuminazione solare

Immagine: © Denchik - Fotolia - illuminazione solare

Immagine: © Denchik - Fotolia - illuminazione solare

L’organizzazione delle Nazioni Unite ha dato vita ad un importante progetto volto a diffondere l’illuminazione solare nel mondo. Il progetto si chiama En-lighten initiative e si è posto un notevole obiettivo, ovvero quello di aiutare i Paesi a passare dall’illuminazione tradizionale come torce, lampade e altri sistemi a quelli ad energia solare. In questo modo sarebbe possibile recuperare i costi in meno di un anno. Le Nazioni Unite vogliono con questo progetto aiutare a diffondere l’illuminazione “off gird” a base di tecnologie pulite ed efficienti nelle comunità del terzo mondo, quelle che non hanno accesso alla rete elettrica. Con l’utilizzo dell’illuminazione solare non solo sarebbe possibile risparmiare, ma anche dal punto di vista ambientale e occupazionale porterebbe molti benefici.
Il Direttore Esecutivo dell’UNEP ha così commentato l’iniziativa: “La sostituzione a livello mondiale di 670 milioni lampade a cherosene con dispositivi  a energia solare puliti e più sicuri rappresenta una grande opportunità per offrire su più fronti il supporto delle tecnologie verdi e la generazione di posti di green job”.
Secondo le analisi delle Nazioni Unite il periodo di ammortamento nella maggior parte dei Paesi si aggirerebbe intorno a meno di un anno. Dalla ricerca dell’Onu è emerso che oltre 1,3 miliardi di persone al mondo non ha accesso alla luce elettrica spendendo complessivamente 23 miliardi di dollari per le lampadine a combustibile fossile.
Grazie alla collaborazione tra il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) con la Global Off-Grid Lighting Association (GOGLA) si potrebbe ridurre di circa 74 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica annue associate ai sistemi a kerosene.
 

postheadericon A Lodi un intero quartiere a LED

Nasce il primo quartiere italiano illuminato completamente con il led. Il progetto pilota realizzato dal Gruppo Enel è partito nel novembre 2012 nel quartiere San Fereolo di Lodi, comune della provincia omonima in Lombardia. L’obiettivo è quello di creare un intero quartiere in cui l’illuminazione stradale sia garantita completamente dai led. In tutto verranno installati da sistemi Archilede High Performance ben 31 nuovi centri luminosi.

Immagine: © THesIMPLIFY - Fotolia - led

Immagine: © THesIMPLIFY - Fotolia - led

L’Enel ha specificato che “questi impianti sono in grado di garantire un’efficienza luminosa maggiore di 100 lm/W (lumen per Watt) ottenendo un risparmio energetico tra il 50% e l’80%, rispetto alle tecnologie tradizionali e a parità di prestazioni illuminotecniche. Inoltre, grazie alla maggiore affidabilità, hanno una durata superiore alle 100.000 ore e forniscono un’eccellente qualità della luce (resa cromatica, uniformità del flusso luminoso e assenza di dispersione verso l’alto), superiore a qualsiasi tipo di lampada presente sul mercato”. Emanuele Sguazzi, responsabile commerciale Enel Sole ha affermato che si tratta di “un’attività svolta con attenzione anche in altri comuni italiani, come dimostrano le adesioni che Enel Sole sta raccogliendo per la proposta Consip Servizio Luce 2, con la quale si è aggiudicata la gara indetta da Consip al fine di offrire alle amministrazioni comunali la possibilità di razionalizzare la spesa per il servizio di illuminazione pubblica».
Si tratta dunque di un progetto pilota che consentirebbe un risparmio energetico di altissimo livello. Inoltre il progetto dell’Enel è dotato di una tecnologia estremamente all’avanguardia. Infatti a consentire la visualizzazione dell’impianto di illuminazione pubblica sulla mappa, la gestione di ogni lampione e la possibilità di modificare l’orario di accensione e spegnimento nonché i livelli di regolazione della luminosità sarà un software di telecontrollo e telegestione molto sofisticato.

postheadericon Progetto Lumière

Immagine: © PXL - Fotolia - Luce

Immagine: © PXL - Fotolia - Luce

Un progetto per l’illuminazione pubblica per supportare soluzioni innovative, economicamente sostenibili, riqualificando gli impianti e renderli così più efficienti. È il progetto Lumière, finanziato dalla Ricerca di Sistema elettrico Nazionale nell’ambito dell’Accordo di Programma tra ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e Ministero dello Sviluppo Economico, che ha già registrato l’adesione di 42 Comuni, 29 progetti pilota e 44 audit energetici gratuiti.

Un’iniziativa che può solo che portare vantaggi, sia in termini meramente economici, che per la raccolta di dati da usare per i monitoraggi del traffico e per il controllo remoto della videosorveglianza. L’illuminazione pubblica sappiamo essere un pesante fardello sulle spalle delle casse pubbliche; la lotta agli sprechi parte migliorando l’efficienza energetica e per avviare il progetto sono necessari solo alcuni accorgimenti tecnici alla portata di tutti. Il progetto comprende anche l’impianto di servizi di rifornimento per i veicoli elettrici, sensori, video camere, apparecchiature per il controllo della qualità dell’aria e l’idea di fondare un Osservatorio permanente che raccolga tutti i dati dell’illuminazione pubblica del Paese. Il vantaggio per i Comuni è che l’adesione al progetto è gratuita e gli interventi di riqualificazione sono supportati dalle apparecchiature che l’ENEA mette a disposizione, sia da un punto di vista tecnologico, che di contrattualistica e di procedure.

Segnaliamo tra gli strumenti il City Performance Profiler che è un software gratuito che aiuta il Comune nella progettazione e nella riqualificazione energetica. Sono attività che vogliono contribuire in maniera innovativa a svecchiare gli impianti di illuminazione dispendiosi e antiquati. Innovazione e sviluppo per risparmiare e per riqualificare sia le grandi città, che le realtà più piccole.

postheadericon Luci d’Artista a Torino

È iniziata il 3 novembre a Torino l’edizione 2012-2013 di Contemporary Art. Il progetto mette insieme diverse iniziative culturali ed artistiche a Torino e non solo. A inaugurare l’edizione di Contemporary Art di quest’anno è stata la bella manifestazione Luci d’Artista che per il 14esimo anno consecutivo accompagnerà gli abitanti di Torino nell’atmosfera natalizia fino al 13 di gennaio.

Immagine: © c - Fotolia - Torino di notte

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Dalla prima edizione svoltasi nel 1998 fino ad oggi sono stati 30 gli artisti che hanno contribuito ad illuminare il capoluogo piemontese nell’evento Luci d’Artista mettendo in stretta correlazione la luce con il paesaggio urbano. I protagonisti di Luci d’Artista hanno ogni hanno espresso attraverso le loro opere la potenzialità che secondo loro ha la luce dal punto di vista concettuale.
Come ha detto Maurizio Braccialarghe del Comune di Torino: “Inauguriamo Luci d’artista 2012 con uno spettacolo da non perdere, fatto di musica e proiezioni video, che sintetizza il meglio di tutte le suggestioni del mese di novembre dell’arte contemporanea”. Braccialarghe ha inoltre definito quella di quest’anno un’edizione “smart”, come si può notare nelle nuove opere. Diciannove in tutto le installazioni torinesi, tra cui due grandi novità: “Luci in bici” di Martino Gamper e “Ancora una volta” di Valerio Berruti. L’opera di Gamper è una cosiddetta “luminaria” in movimento e interattiva. Grazie alla collaborazione di ToBike ogni cittadino potrà accendere e pedalare una delle bici illuminate che si trovano parcheggiate lungo la via della città.
L’installazione firmata da Berruti invece si trova a Via Accademia delle Scienze ed è stata realizzata con materiali ecosostenibili e fonti luminose a basso consumo energetico. Si tratta di una videoanimazione che ha come protagonista la figura ricorrente del bambino che si relaziona con lo spazio sotto di lui giocando con le auto come se fossero macchinine e facendo dispetti ai passanti.

postheadericon Festival delle Luci 2012 a Berlino

Lo scorso anno avevamo accennato in un articolo riguardante Berlino al “Festival of Lights”, manifestazione che da anni consente di ammirare gratuitamente le principali bellezze architettoniche della città illuminate da originali giochi di luce, i quali danno loro una nuova identità. L’edizione 2012 – ancora in corso fino al 21 ottobre – ha superato ogni aspettativa, popolando le strade della metropoli tedesca di turisti col naso all’insù e la bocca spalancata, oltre a un impressionante numero di fotografi professionisti e amatori.

Immagine: ©panthermedia.net/ Monika Czerminska - Berliner Dom

Immagine: ©panthermedia.net/ Monika Czerminska - Berliner Dom

Come di consueto, i monumenti del centro città sono stati valorizzati grazie a fasci di luce colorata, come ad esempio la Porta di Brandeburgo, le cui colonne dalle 8 di sera in poi hanno ciascuna un diverso colore, o la celebre Torre della Televisione ad Alexanderplatz, il cui imponente fusto in calcestruzzo armato da 368 metri viene ingentilito da sottilissime linee di luce che vi disegnano sopra uno stelo, trasformandola in un gigantesco fiore. A regalare le maggiori emozioni è tuttavia il Duomo di Berlino, la cui facciata neoclassica si accende di mille colori grazie alle figure di luce sponsorizzate dal governo austriaco, che declinano in interessanti variazioni il tema dell’imminente arrivo dell’inverno. Le attrazioni facenti parte del Festival sono comunque più di cinquanta: dietro le illuminazioni vi è la mano sapiente del lighting designer Andreas Boehlke, ormai protagonista dell’evento dal 2005. Il tutto è corredato da iniziative parallele, come concerti, mostre temporanee e spettacoli.
Per chi volesse fare un tour panoramico dei monumenti interessati dalla manifestazione, sono stati allestiti “lightseeing tours” con mezzi differenti: autobus, bicicletta, battello sulla Sprea, ma anche risciò sui quali fare un romantico giro in coppia.

postheadericon Illuminazione on demand

Il crescente fabbisogno di forme di energia pulita che non vadano a inquinare ulteriormente il nostro pianeta, unitamente alla necessità legata ai tagli alle spese, ha portato grandi cambiamenti anche per quanto riguarda l’illuminazione pubblica. A partire dai sistemi di illuminazioni e lampioni stradali solari, realizzati grazie all’impiego della tecnologia fotovoltaica, ai sistemi di illuminazione intelligenti, le opzioni sono innumerevoli, a seconda delle zone e delle esigenze da coprire.

Immagine: ©panthermedia.net/Andrey Omelyanchuk - lampione

Immagine: ©panthermedia.net/Andrey Omelyanchuk - lampione

Ma in un paesino della Germania si è avviato un progetto davvero interessante, che potrebbe essere testato anche in altre città e aprire nuovi scenari. A meno che non si sfrecci a bordo di una motocicletta o in macchina, che grazie alle luci usate illuminano il percorso, il pedone sa che girato l’angolo potrebbe trovare una strada poco illuminata e poco trafficata. Ecco allora che l’amministrazione del Comune di Dörentrup ha messo in funzione il Dial4Light, ovvero un sistema che tramite una chiamata, fa illuminare i lampioni di una strada. Il sistema usato si basa sulla decisione del comune di spegnere i lampioni ogni sera alle 23, in modo da risparmiare sulla bolletta della luce. Onde evitare però di lasciare i cittadini all’oscuro, hanno messo a punto un particolare software che permette, tramite una chiamata da cellulare, di attivare i lampioni della strada richiesta.

In questa maniera gli abitanti del piccolo paese potranno fare un po’ di moto la mattina presto, quando ancora é buio, senza pericolo d’inciampare, o potranno tornare a casa la sera in tutta tranquillità, senza la spiacevole sensazione di camminare nel buio più pesto. Il sistema intelligente on demand assicura la luce nella strada per 15 minuti e funzione inviando un codice di sei cifre, corrispondente alla via che si vuole fare illuminare.

postheadericon Troppa luce a Milano

Immagine: © panthermedia.net/Matthias Dr. Lüdtke - Milano di notte

Immagine: © panthermedia.net/Matthias Dr. Lüdtke - Milano di notte

Come ogni anno arriva la tanto amata Notte di San Lorenzo, in cui il cielo notturno brilla di una luce tutta sua. Purtroppo nelle grandi città sarà difficile poter godere dello spettacolo delle stelle cadenti, soprattutto in una città come Milano in cui la luce artificiale è in eccesso. Pensate che Milano spende circa 33 milioni di euro l’anno per l’illuminazione pubblica. Ogni punto luce ha un costo annuo di 240 euro, che a ogni cittadino comporta 24,4 euro di spese l’anno. In Italia, rispetto agli altri Paesi europei, c’é un dispendio energetico molto più alto per l’illuminazione cittadina. Ad esempio i consumi italiani sono più che doppi rispetto a quelli della Germania. In altre grandi città europee i punti luce costano in media 140 euro all’anno, dinanzi a questa cifra quella di Milano (240 euro) risulta davvero eccessiva. Ecco come la luce artificiale, che rende più piacevole la nostra vita nelle ore buie, se gestita male diventa molto nociva sia per l’ambiente che per l’economia di una città. Oltre ad essere una forma di inquinamento e di dispendio energetico, la luce artificiale non aiuta nemmeno a rendere la città più sicura, come hanno evidenziato alcuni studi recenti. Il Ministero dei Trasporti francese ha dimostrato in una ricerca sociologica, ambientale e illuminotecnica, che più luce non equivale a più sicurezza. È stato riscontrato che ad esempio gli autisti che guidano su tratti stradali molto luminosi si sentono più sicuri e quindi premono più facilmente sull’acceleratore. Anche gli atti vandalici in zone molto illuminate non diminuiscono affatto.
A Milano si continua a illuminare troppo e in maniera sbagliata. La qualità e l’efficienza della luce è data dalla sua uniformità. È meglio infatti che ci sia meno luce, ma che sia più uniforme. Inutile quindi illuminare molto una piazza e quella accanto no.

Il risultato di questa sbagliata gestione è che la sicurezza non è aumentata nelle strade di Milano, il dispendio energetico cresce di giorno in giorno come anche l’inquinamento ambientale. E inoltre non si possono ammirare le belle stelle cadenti.

postheadericon Interlight Moscow

L’Interlight Moscow powered by Light+Building 2012 è la fiera professionale nel settore dell’illuminazione e della building automation che si terrà nella capitale russa dal 6 al 9 novembre di quest’anno. Acquisita dalla Messe Frankfurt a gennaio la fiera è un appuntamento fisso da ben 17 anni nel settore e il suo successo non accenna a fermarsi. Già nel 2011 si erano contati ben 576 espositori con un incremento dei partecipanti pari al 36,5%. Grande é l’attenzione dei maggiori player internazionali che vedono nell’evento un importante momento di scambio, arricchimento e nuove possibilità commerciali.

©panthermedia.net/kalenkov

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La direttrice dell’evento Natalia Gomer sottolinea l’importanza dell’entrata della Russia nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio che ha dato grande input all’apertura del mercato russo verso l’estero. Maggiore attenzione alla trasparenza, più investimenti esteri e una crescita delle domanda sono requisiti fondamentali per il successo della manifestazione, continua la direttrice. E i dati attuali sono più che confortanti se si pensa che oltre il 70% dello spazio espositivo è stato già venduto a aziende specialmente tedesche, italiane, polacche, arabe e dell’Estremo Oriente. È lo stesso amministratore delegato della Messe Frankfurt Eugen Alles che parla a proposito del forum russo come evento di punta per i settori della elettrotecnica, della building automation e dell’efficienza energetica, grazie al supporto di importanti partner internazionali quali la Association of European Business, KNX e la Continental Automated Buildings Association.

La promozione dell’evento si lega anche al fatto che la Russia sta costituendo un interessante mercato nel campo della building automation e dell’efficienza energetica, seguendo il trend mondiale che registra una crescita dei due settori del 20-22%. Una fiera allora da non perdere per tutti gli addetti ai lavori che mantengono un occhio ai movimenti esteri, coniugando le innovazioni dei settori con il fiuto commerciale e le prospettive internazionali.