Archivi per la categoria ‘Illuminazione oggi’

postheadericon Illuminazione solare

Immagine: © Denchik - Fotolia - illuminazione solare

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L’organizzazione delle Nazioni Unite ha dato vita ad un importante progetto volto a diffondere l’illuminazione solare nel mondo. Il progetto si chiama En-lighten initiative e si è posto un notevole obiettivo, ovvero quello di aiutare i Paesi a passare dall’illuminazione tradizionale come torce, lampade e altri sistemi a quelli ad energia solare. In questo modo sarebbe possibile recuperare i costi in meno di un anno. Le Nazioni Unite vogliono con questo progetto aiutare a diffondere l’illuminazione “off gird” a base di tecnologie pulite ed efficienti nelle comunità del terzo mondo, quelle che non hanno accesso alla rete elettrica. Con l’utilizzo dell’illuminazione solare non solo sarebbe possibile risparmiare, ma anche dal punto di vista ambientale e occupazionale porterebbe molti benefici.
Il Direttore Esecutivo dell’UNEP ha così commentato l’iniziativa: “La sostituzione a livello mondiale di 670 milioni lampade a cherosene con dispositivi  a energia solare puliti e più sicuri rappresenta una grande opportunità per offrire su più fronti il supporto delle tecnologie verdi e la generazione di posti di green job”.
Secondo le analisi delle Nazioni Unite il periodo di ammortamento nella maggior parte dei Paesi si aggirerebbe intorno a meno di un anno. Dalla ricerca dell’Onu è emerso che oltre 1,3 miliardi di persone al mondo non ha accesso alla luce elettrica spendendo complessivamente 23 miliardi di dollari per le lampadine a combustibile fossile.
Grazie alla collaborazione tra il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) con la Global Off-Grid Lighting Association (GOGLA) si potrebbe ridurre di circa 74 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica annue associate ai sistemi a kerosene.
 

postheadericon Progetto Lumière

Immagine: © PXL - Fotolia - Luce

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Un progetto per l’illuminazione pubblica per supportare soluzioni innovative, economicamente sostenibili, riqualificando gli impianti e renderli così più efficienti. È il progetto Lumière, finanziato dalla Ricerca di Sistema elettrico Nazionale nell’ambito dell’Accordo di Programma tra ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e Ministero dello Sviluppo Economico, che ha già registrato l’adesione di 42 Comuni, 29 progetti pilota e 44 audit energetici gratuiti.

Un’iniziativa che può solo che portare vantaggi, sia in termini meramente economici, che per la raccolta di dati da usare per i monitoraggi del traffico e per il controllo remoto della videosorveglianza. L’illuminazione pubblica sappiamo essere un pesante fardello sulle spalle delle casse pubbliche; la lotta agli sprechi parte migliorando l’efficienza energetica e per avviare il progetto sono necessari solo alcuni accorgimenti tecnici alla portata di tutti. Il progetto comprende anche l’impianto di servizi di rifornimento per i veicoli elettrici, sensori, video camere, apparecchiature per il controllo della qualità dell’aria e l’idea di fondare un Osservatorio permanente che raccolga tutti i dati dell’illuminazione pubblica del Paese. Il vantaggio per i Comuni è che l’adesione al progetto è gratuita e gli interventi di riqualificazione sono supportati dalle apparecchiature che l’ENEA mette a disposizione, sia da un punto di vista tecnologico, che di contrattualistica e di procedure.

Segnaliamo tra gli strumenti il City Performance Profiler che è un software gratuito che aiuta il Comune nella progettazione e nella riqualificazione energetica. Sono attività che vogliono contribuire in maniera innovativa a svecchiare gli impianti di illuminazione dispendiosi e antiquati. Innovazione e sviluppo per risparmiare e per riqualificare sia le grandi città, che le realtà più piccole.

postheadericon Illuminazione on demand

Il crescente fabbisogno di forme di energia pulita che non vadano a inquinare ulteriormente il nostro pianeta, unitamente alla necessità legata ai tagli alle spese, ha portato grandi cambiamenti anche per quanto riguarda l’illuminazione pubblica. A partire dai sistemi di illuminazioni e lampioni stradali solari, realizzati grazie all’impiego della tecnologia fotovoltaica, ai sistemi di illuminazione intelligenti, le opzioni sono innumerevoli, a seconda delle zone e delle esigenze da coprire.

Immagine: ©panthermedia.net/Andrey Omelyanchuk - lampione

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Ma in un paesino della Germania si è avviato un progetto davvero interessante, che potrebbe essere testato anche in altre città e aprire nuovi scenari. A meno che non si sfrecci a bordo di una motocicletta o in macchina, che grazie alle luci usate illuminano il percorso, il pedone sa che girato l’angolo potrebbe trovare una strada poco illuminata e poco trafficata. Ecco allora che l’amministrazione del Comune di Dörentrup ha messo in funzione il Dial4Light, ovvero un sistema che tramite una chiamata, fa illuminare i lampioni di una strada. Il sistema usato si basa sulla decisione del comune di spegnere i lampioni ogni sera alle 23, in modo da risparmiare sulla bolletta della luce. Onde evitare però di lasciare i cittadini all’oscuro, hanno messo a punto un particolare software che permette, tramite una chiamata da cellulare, di attivare i lampioni della strada richiesta.

In questa maniera gli abitanti del piccolo paese potranno fare un po’ di moto la mattina presto, quando ancora é buio, senza pericolo d’inciampare, o potranno tornare a casa la sera in tutta tranquillità, senza la spiacevole sensazione di camminare nel buio più pesto. Il sistema intelligente on demand assicura la luce nella strada per 15 minuti e funzione inviando un codice di sei cifre, corrispondente alla via che si vuole fare illuminare.

postheadericon Troppa luce a Milano

Immagine: © panthermedia.net/Matthias Dr. Lüdtke - Milano di notte

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Come ogni anno arriva la tanto amata Notte di San Lorenzo, in cui il cielo notturno brilla di una luce tutta sua. Purtroppo nelle grandi città sarà difficile poter godere dello spettacolo delle stelle cadenti, soprattutto in una città come Milano in cui la luce artificiale è in eccesso. Pensate che Milano spende circa 33 milioni di euro l’anno per l’illuminazione pubblica. Ogni punto luce ha un costo annuo di 240 euro, che a ogni cittadino comporta 24,4 euro di spese l’anno. In Italia, rispetto agli altri Paesi europei, c’é un dispendio energetico molto più alto per l’illuminazione cittadina. Ad esempio i consumi italiani sono più che doppi rispetto a quelli della Germania. In altre grandi città europee i punti luce costano in media 140 euro all’anno, dinanzi a questa cifra quella di Milano (240 euro) risulta davvero eccessiva. Ecco come la luce artificiale, che rende più piacevole la nostra vita nelle ore buie, se gestita male diventa molto nociva sia per l’ambiente che per l’economia di una città. Oltre ad essere una forma di inquinamento e di dispendio energetico, la luce artificiale non aiuta nemmeno a rendere la città più sicura, come hanno evidenziato alcuni studi recenti. Il Ministero dei Trasporti francese ha dimostrato in una ricerca sociologica, ambientale e illuminotecnica, che più luce non equivale a più sicurezza. È stato riscontrato che ad esempio gli autisti che guidano su tratti stradali molto luminosi si sentono più sicuri e quindi premono più facilmente sull’acceleratore. Anche gli atti vandalici in zone molto illuminate non diminuiscono affatto.
A Milano si continua a illuminare troppo e in maniera sbagliata. La qualità e l’efficienza della luce è data dalla sua uniformità. È meglio infatti che ci sia meno luce, ma che sia più uniforme. Inutile quindi illuminare molto una piazza e quella accanto no.

Il risultato di questa sbagliata gestione è che la sicurezza non è aumentata nelle strade di Milano, il dispendio energetico cresce di giorno in giorno come anche l’inquinamento ambientale. E inoltre non si possono ammirare le belle stelle cadenti.

postheadericon Interlight Moscow

L’Interlight Moscow powered by Light+Building 2012 è la fiera professionale nel settore dell’illuminazione e della building automation che si terrà nella capitale russa dal 6 al 9 novembre di quest’anno. Acquisita dalla Messe Frankfurt a gennaio la fiera è un appuntamento fisso da ben 17 anni nel settore e il suo successo non accenna a fermarsi. Già nel 2011 si erano contati ben 576 espositori con un incremento dei partecipanti pari al 36,5%. Grande é l’attenzione dei maggiori player internazionali che vedono nell’evento un importante momento di scambio, arricchimento e nuove possibilità commerciali.

©panthermedia.net/kalenkov

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La direttrice dell’evento Natalia Gomer sottolinea l’importanza dell’entrata della Russia nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio che ha dato grande input all’apertura del mercato russo verso l’estero. Maggiore attenzione alla trasparenza, più investimenti esteri e una crescita delle domanda sono requisiti fondamentali per il successo della manifestazione, continua la direttrice. E i dati attuali sono più che confortanti se si pensa che oltre il 70% dello spazio espositivo è stato già venduto a aziende specialmente tedesche, italiane, polacche, arabe e dell’Estremo Oriente. È lo stesso amministratore delegato della Messe Frankfurt Eugen Alles che parla a proposito del forum russo come evento di punta per i settori della elettrotecnica, della building automation e dell’efficienza energetica, grazie al supporto di importanti partner internazionali quali la Association of European Business, KNX e la Continental Automated Buildings Association.

La promozione dell’evento si lega anche al fatto che la Russia sta costituendo un interessante mercato nel campo della building automation e dell’efficienza energetica, seguendo il trend mondiale che registra una crescita dei due settori del 20-22%. Una fiera allora da non perdere per tutti gli addetti ai lavori che mantengono un occhio ai movimenti esteri, coniugando le innovazioni dei settori con il fiuto commerciale e le prospettive internazionali.

postheadericon Illuminazione pubblica

© silkspin_fot - Fotolia

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Al centro della discussione in Italia e anche in tutta Europa attualmente troviamo l’argomento dell’illuminazione, quindi della riqualificazione, del Led e del risparmio energetico. L’illuminazione pubblica si trova in questo momento al centro di un processo di rinnovamento che porta diversi Comuni in Italia alla modifica o addirittura in altri casi alla sostituzione completa degli impianti.

Ai fini del risparmio energetico sono state adottate da molte città, piccole o grandi che siano, diverse soluzioni. Soprattutto nei periodi festivi, in cui molti Comuni e negozianti, investono molto sull’abbellimento dei centri cittadini, i consumi aumentano ed è importante trovare soluzioni alternative per risparmiare l’energia pubblica. Ecco alcuni esempi di riqualificazione avvenuti nelle città di Bologna e di Caserta.
A Bologna è stato approvato recentemente il progetto per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica della frazione di Meletole. Specificamente il progetto prevede la realizzazione integrale della linea e dei corpi illuminati su via Melegari e sul tratto urbano di via Prato Bovino. Inoltre vengono sostituite delle ottiche di via Alberici e via Costa. L’intervento vede la sostituzione di corpi illuminanti con quelli con sistema Platea 83W. La luce resa è superiore del 30% rispetto ai corpi tradizionali, che consentono inoltre una riduzione notevole dei consumi. In seguito il processo di riqualificazione proseguirà con la realizzazione di “porte urbane” e con la riqualificazione della “ex pesa”.
Anche a Caserta sono in corso dei lavori rivolti al risparmio energetico. Gli obiettivi sono un’illuminazione più sicura per gli utenti della strada, la riduzione dell’inquinamento luminoso e la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Il Comune di Caserta ha deciso di realizzare per il territorio comunale una rete di illuminazione pubblica a Led.

postheadericon Gruppi ottici

Parlando d’illuminazione moderna, non si possono tralasciare le innovazioni che nei vari settori, permettono un utilizzo delle luci più efficace. È il caso del settore automobilistico che oltre agli sviluppi su gran parte della meccanica e della forma delle vetture, punta molto sul miglioramento e sulla funzionalità dei propri fanali.

© PaolikPhoto - Fotolia

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Ci riferiamo ad esempio ai fari anteriori alogeni autoadattivi AFL dei quali si è equipaggiata la Opel Corsa. Questi permettono una visuale di circa 30 metri sia a destra che a sinistra, per facilitare la svolta, senza compromettere l’incolumità di eventuali pedoni o la collisione con altri mezzi o ostacoli. La parabola aggiuntiva all’interno del faro reagisce automaticamente all’approssimarsi di una curva, considerando le variabili dell’inclinazione del volante e della velocità di guida. Sono proiettori alogeni che perfezionano quindi la visibilità dell’automobilista, scopo ultimo di tutti i gruppi ottici montati sui mezzi di trasporto.

Generalmente tutti i mezzi su strada sono obbligati ad avere proiettori funzionanti, per segnalare la propria presenza e assicurare la visibilità in caso di minore illuminazione naturale. Quelli obbligatori sono le luci di posizione, gli anabbaglianti, gli abbaglianti e le luci di stop. Ausiliari e quindi non soggetti all’obbligo di legge sono i retronebbia, i fendinebbia e le luci di retromarcia. Sul mercato e a seconda del mezzo su cui vengono montati si trovano vari tipi di fanali, generalmente posizionati sempre nella parte anteriore e in quella posteriore. Nel caso delle motociclette ad esempio i fanali sono singoli e sdoppiati nell’auto, nel senso che per la stessa funzione si utilizzano due fanali.

Da un punto di vista estetico i gruppi ottici si dividono in fanali scoperti o a scomparsa. I primi a loro volta possono essere inglobati nel mezzo e coperti da un vetro e chiamati carenati o essere scoperti e seguire la linea dell’auto nel caso degli scarenati. Un mondo, quello dei proiettori nel quale l’industria del settore è sempre più concentrata al fine di garantire la massima sicurezza ai suoi automobilisti.

postheadericon I.Illumination

Risparmiare, tagliando i costi e salvaguardando l’ambiente è un obiettivo fattibile, specialmente nel caso dell’illuminazione cittadina. Questo è quanto presentato da Power One, che ha lanciato il progetto I.Illumination, un sistema innovativo, applicabile a tutti i sistemi di illuminazione urbana, che consente notevoli risparmi in termini economici e di impatto sull’ambiente.

© pixstock - Fotolia

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Il sistema può essere installato su qualsiasi palo della luce e permette un risparmio pari al 40%, che sale al 65%, nel caso in cui si sostituiscano le lampade al mercurio o le armature. La lampada con questo nuovo sistema dura fino al 70% in più, consentendo notevoli risparmi anche in termini di manutenzione e gestione, grazie al sistema che rileva automaticamente anomalie nel funzionamento.

Il progetto I.Illumination comprende anche altri interventi sul territorio che riguardano per esempio la sicurezza dei cittadini, con telecamere installate, la banda larga sulla rete elettrica, dispositivi di informazione sul traffico o di localizzazione dell’inquinamento ambientale e acustico. Il dispositivo per l’illuminazione urbana è costituito da innovative tecnologie, capaci di gestire sia l’alimentazione, che la comunicazione dei dati.

Ad oggi sono circa 800 le città che hanno adottato il sistema, installando sui lampioni questo genere di dispositivi, un contributo non indifferente anche dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti; avendo una durata maggiore, lo smaltimento delle vecchie lampadine si riduce notevolmente.

Un’innovazione che ci auguriamo possa trovare largo utilizzo anche nelle restanti città, riducendo i costi di manutenzione si risparmia nelle casse comunali e si contribuisce a creare un’illuminazione che non sia solo al servizio dell’uomo, ma che si armonizzi con l’ambiente, nel pieno rispetto di esso.

postheadericon 36 anni di luce

La corretta illuminazione dell’ambiente circostante è di fondamentale importanza per creare un’atmosfera rilassante, energizzante, positiva, meditativa a seconda delle esigenze di chi vive e si muove in quello spazio. Spesso nelle nostre case ci affidiamo a un tipo d’illuminazione neutra, a parte alcune zone dedicate a specifiche attività. Anche negli uffici la necessità di contare su un’illuminazione quanto più riposante per la vista e capace allo stesso tempo di dare la giusta quantità di luce necessaria a svolgere l’attività lavorativa riveste un ruolo di importanza fondamentale.

© luigi giordano - Fotolia

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A seconda dell’utilizzo che ne facciamo un dato accomuna tutte le lampadine che ogni giorno schiariscono la nostra vita: il doverle periodicamente cambiare. Attività di per se non complicata, ma che richiede la presenza della lampadina sostitutiva.

In un futuro molto prossimo il cambio lampadina avverrà ogni 36 anni, un arco temporale di tutto rispetto. È questa l’innovazione che l’azienda coreana Samsung ha iniziato a commercializzare, una lampadina Led con una durata superiore alle 40.000 ore, circa 40 volte di più di una lampadina a incandescenza. La Samsung ha sviluppato una particolare tecnologia dietro le sue nuove lampadine – le luci al Led sono gia da tempo ampiamente utilizzate -; si tratta di un dispositivo composto da Led, chip, driver e altre parti elettroniche che assicurano la durata davvero notevole della lampadina.

In questo modo la luce prodotta si diffonde subito e uniformemente, assicurando un notevole risparmio economico ed energetico. Questa lampadina rivoluzionaria è già in commercio da un prezzo a partire dai 19 dollari per arrivare ai 70 dollari. Se dovesse realmente durare fino a 36 anni, in condizioni di utilizzo normale all’interno di un’abitazione, rappresenterebbe una nuova era dell’illuminazione artificiale, contribuendo in maniera considerevole alla salvaguardia dell’ambiente.